Se n’è andato un grande. Ferriero Corbucci è nato a Schieti il 5
aprile 1922 e si è spento il 4 novembre 2008 nella sua casa di Cà
Mazzasette. Ha lasciato un segno indelebile, ha vissuto in prima
linea la battaglia per la libertà durante la Guerra di
Liberazione, ha insegnato per più di trent’anni nelle scuole
elementari, è stato Sindaco di Piandimeleto e poi anche Assessore
Comunale presso il Comune di Urbino.
Non si è mai ritirato dalla vita pubblica, sempre disponibile in
qualsiasi circostanza, nelle scuole, nelle sale pubbliche, negli
incontri politici. Negli ultimi anni insieme al Centro Socio
culturale “Don Italo Mancini” di Schieti ha organizzato le
celebrazioni in occasione del decennale dalla morte di don Italo
Mancini. Con don Italo il rapporto è stato sempre molto
particolare e unico, venivano da opposte ideologie, ma avevano
entrambi come scopo il sollevamento delle fatiche. Anche per
Ferriero arrivò la fede sotto forma di speranza, di desiderio.
Già nel suo libro “I Maltagliati” narra degli incontri che aveva
con Don Italo Mancini, soprattutto quello avvenuto in Piazza
Rinascimento, dove si evince chiaramente che da entrambe le parti
c’è l’amore per la propria terra, l’amore per le proprie origini,
con la grande stima reciproca.
Ferriero Corbucci l’ultima volta che parlò in pubblico, fu quest’anno
al Centro Socio culturale di Schieti ricordando Don Italo 15 anni
dalla scomparsa. Quella sera si commosse più volte. Raccontò del
grande legame che c’era con don Italo, ricordandolo come figura di
riferimento e di esempio.
Il rapporto tra Ferriero e il Centro Socio culturale ebbe inizio
in occasioni delle celebrazioni del decennale, ma poi è stato un
rapporto che si è consolidato con il tempo. Lo abbiamo coinvolto
sempre molto spesso negli ultimi anni, non solo per ricordare don
Italo, ma anche in occasione degli incontri culturali all’interno
del Palio. Il giorno della sua morte, uno dei suoi figli mi disse
l’essere coinvolto dai giovani, lo facevano sentire vivo. Mi sono
sentito felice.
Ferriero ha lasciato un vuoto enorme. Ma penso che mai come oggi
debba essere da esempio soprattutto ai giovani, in un momento in
cui si stanno perdendo l’importanza dei valori fondamentali, come
l’attaccamento alle proprie origini, alla propria terra, lo
spendersi in prima persona per costruire un futuro migliore. I
giovani devono riempire questo vuoto con tutto quello che ci ha
lasciato in eredità, con tutto quello che ci ha insegnato. Un
patrimonio da non disperdere ma da coltivare giorno per giorno. Un
esempio per tutti.
Negli ultimi anni ha avuto un ruolo importantissimo nella mia
vita. Tramite la sua figura e il suo carisma ho scoperto e
imparato tante cose, non potrò mai dimenticarmi i pomeriggi
passati insieme a parlare, i bei momenti che abbiamo trascorso
insieme, dalla visita di Cacciari, allo scoprimento della lapide
presso la casa natale di Don Italo, all’inaugurazione del
monumento di Fontanoni al Palio dei Trampoli.
Sempre nel segno di don Italo Mancini. Ora sarete insieme. Ci
mancherai Ferriero.
Massimiliano