Caro Ferriero ....I
Milano, 30 gennaio 2009
Caro Ferriero
ti stai ambientando? tieni presente che lì rimarrai in eterno.
Son certo che ti avranno fatto festa vedendoti arrivare gli schietini che ti hanno preceduto.
Avrai fatto quattro risate con Luppi, gli Annibali, i tuoi genitori, fratelli, cugini ....
Con Don Italo, suppongo, avrete fatto discorsi seri.....come al solito.
Si vede meglio di lassù, vero?
Noi rimaniamo piuttosto orbi, vediamo sì e no il monte che ci sta di fronte.
Non ti darò ovviamete alcuna notizia perchè l'informazione, passata presente e futura ora ti appartiene.
Ti farei invece una domanda, magari la risposta la mandi attarverso un sogno, un sintomo, un sibilo quel che vuoi.
E puoi usare come destinatario me, Massimiliano, Raniero, Mimmo, i sigg.ri Edera, Astorre, tutto quelli che collaborano per il Grillo.
La domanda è: come andrà a finire?
Avrai visto che qui le cose non migliorano, anzi... noi pessimisti pensiamo che stiano peggiorando.
Come sarà il futuro dei bambini che presto diventeranno giovani, adulti, donne, uomini?
Quando ci liberemo di certi personaggi?
Ti abbraccio
Sergio
PS - avete letto IL GRILLO?
Sergio Mancini
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Caro Ferriero (di Sergio Mancini)
Caro Ferriero
ti ho scritto poco più di una settimana fa, quando ancora eri a Cà Mazzasette.
Tina, ha detto a Maria Grazia, che la lettera ti ha mosso il viso e gli occhi a un sorriso.
Di lassù ora riderai alle parole che posso usare per testimoniarti l'affetto che abbiamo per te.
Già che ci sei salutami Don Italo e tutti gli altri di Schieti che ti fanno compagnia.
Volevo confermarti che il libro Gente di Schieti è in via di pubblicazione.
Ho letto più volte le bozze: è bello.
Le descrizioni che fai sulla gente del Foglia è straordinaria: contadini, pescatori, cacciatori, anziani.
C'è un amore nei confronti delle persone che travalica il comune sentimento.
Tu amavi davvero questa gente.
Hai visto quanta partecipazione al tuo funerale!
Massimiliano mi ha mandato le foto. Tonino e Raniero m'hanno detto che è stata una grande celebrazione.
Anche altri si sono prodigati, come sai.
Dà ogni tanto un'occhiata alla valle della delinquenza, dopo aver salutato e abbracciato tutti.
Ciao Ferriero
Sergio
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Ciao Ferriero (di Massimiliano Sirotti)
Se n’è andato un grande. Ferriero Corbucci è nato a Schieti il 5 aprile 1922 e si è spento il 4 novembre 2008 nella sua casa di Cà Mazzasette. Ha lasciato un segno indelebile, ha vissuto in prima linea la battaglia per la libertà durante la Guerra di Liberazione, ha insegnato per più di trent’anni nelle scuole elementari, è stato Sindaco di Piandimeleto e poi anche Assessore Comunale presso il Comune di Urbino.
Non si è mai ritirato dalla vita pubblica, sempre disponibile in qualsiasi circostanza, nelle scuole, nelle sale pubbliche, negli incontri politici. Negli ultimi anni insieme al Centro Socio culturale “Don Italo Mancini” di Schieti ha organizzato le celebrazioni in occasione del decennale dalla morte di don Italo Mancini. Con don Italo il rapporto è stato sempre molto particolare e unico, venivano da opposte ideologie, ma avevano entrambi come scopo il sollevamento delle fatiche. Anche per Ferriero arrivò la fede sotto forma di speranza, di desiderio.
Già nel suo libro “I Maltagliati” narra degli incontri che aveva con Don Italo Mancini, soprattutto quello avvenuto in Piazza Rinascimento, dove si evince chiaramente che da entrambe le parti c’è l’amore per la propria terra, l’amore per le proprie origini, con la grande stima reciproca.
Ferriero Corbucci l’ultima volta che parlò in pubblico, fu quest’anno al Centro Socio culturale di Schieti ricordando Don Italo 15 anni dalla scomparsa. Quella sera si commosse più volte. Raccontò del grande legame che c’era con don Italo, ricordandolo come figura di riferimento e di esempio.
Il rapporto tra Ferriero e il Centro Socio culturale ebbe inizio in occasioni delle celebrazioni del decennale, ma poi è stato un rapporto che si è consolidato con il tempo. Lo abbiamo coinvolto sempre molto spesso negli ultimi anni, non solo per ricordare don Italo, ma anche in occasione degli incontri culturali all’interno del Palio. Il giorno della sua morte, uno dei suoi figli mi disse l’essere coinvolto dai giovani, lo facevano sentire vivo. Mi sono sentito felice.
Ferriero ha lasciato un vuoto enorme. Ma penso che mai come oggi debba essere da esempio soprattutto ai giovani, in un momento in cui si stanno perdendo l’importanza dei valori fondamentali, come l’attaccamento alle proprie origini, alla propria terra, lo spendersi in prima persona per costruire un futuro migliore. I giovani devono riempire questo vuoto con tutto quello che ci ha lasciato in eredità, con tutto quello che ci ha insegnato. Un patrimonio da non disperdere ma da coltivare giorno per giorno. Un esempio per tutti.
Negli ultimi anni ha avuto un ruolo importantissimo nella mia vita. Tramite la sua figura e il suo carisma ho scoperto e imparato tante cose, non potrò mai dimenticarmi i pomeriggi passati insieme a parlare, i bei momenti che abbiamo trascorso insieme, dalla visita di Cacciari, allo scoprimento della lapide presso la casa natale di Don Italo, all’inaugurazione del monumento di Fontanoni al Palio dei Trampoli.
Sempre nel segno di don Italo Mancini. Ora sarete insieme. Ci mancherai Ferriero.
Massimiliano